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venerdì 22 aprile 2011

quisquillie

Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole
 



Vorrei avere il becco
Per accontentarmi delle briciole...

-povia- vorrei avere il becco 


< Sai Ojamajo se non sorridi la vita non ti sorriderà mai>.


Ojamajo viene interpellata dalla folletta S sua vicina di cassa per un dilemma assai serio. < Mio figlio riceve milioni di uova di Pasqua ma le sorprese sono sempre cavolatine, non gli piacciono mai, così a me ha chiesto uno Spiderman, però è brutto darglielo così. Volevo fargli una torta a sorpresa.>
< Wow è una bella idea soprattutto molto divertente> risponde Ojamajo
< Si ma visto che tu ti occupi di cucina volevo chiederti se ti piace l'idea: lo metto nell'impasto e lo cuocio ma non è che poi lo rovino tagliando la torta?>
<O_O! S. l'uomo ragno è di plastica non puoi metterlo in forno!>


Mattina:
< Buongiorno signorina prelevo 500 galeoni>
< Buongiorno signora, certo mi metta una firma qui ed ecco a lei i 500 galeoni e la ricevuta>
< Grazie arrivederci>
Pomeriggio:
< Buongiorno signorina mi scusi se supero la fila ma io sono venuta stamattina ricorda?>
<Certo signora mi dica c'è qualche problema?>
< Ehm veramente si sa io non sto tranquilla perchè la ricevuta non me l'ha firmata.>
<O_O> nota di Ojamajo le ricevute consegnate ai clienti di solito vengono lette e poi buttate nel cestino, nessuno ha mai avuto problemi per una firma dimenticata...


< Buongiorno signorina, vorrei sapere quanto ho>
< Certo ha XXX galeoni, XXX falci e XXX scellini.>
< Ah ok allora mi dia i falci e gli scellini sta male non avere la cifra tonda>

Di una giornata schifosa è meglio ricordarsi le piccole cose assurde e divertenti che il resto, così forse la vita migliorerà

venerdì 1 aprile 2011

i due volti di ojamajo

Ojamajo ha venticinque anni, lavora, si impegna, resta delusa, soffre per un lavoro che le fa schifo e si sente dire dagli altri di non lamentarsi e pensare al lauto stipendio, maggiore rispetto a quello di chiunque altro.
A venticinque anni Ojamajo, come molti, se non tutti, suoi coetanei vorrebbe poter soddisfare i suoi desideri senza pensarci troppo; tra queste il suo desiderio da tanti troppi mesi è focalizzato sull'iphone. Oggetto assolutamente troppo costoso ma che non si sa bene perchè hanno tutti quelli che vede in giro, per lo meno quelli che hanno la vaga idea di cosa esso sia.
La parte 50enne nascosta dentro Ojamajo, quella inculcatale in testa dal momento della sua nascita da una famiglia di folletti della Gringott è: non si spreca. Hai un bel cellulare molto meno costoso, l'Iphone alla fine è un telefono, o poco di più e costa metà del suo stipendio. In più c'è un mutuo da pagare, l'assicurazione su macchina e casa e accantonare qualcosa per la vecchiaia, per chi non si sa considerando che figli non ne avrà. La casa in cui vive, Ojamajo non pensava nemmeno lontanamente di comprarla, stava bene in affitto dove stava prima, ma il mutuo era un affare non si poteva perdere, e la parte 50enne di lei alla fine ha ceduto ai genitori, ingabbiandola così non solo in un lavoro ma anche in una città che lei detesta con tutte le sue forze.
Stasera dopo l'ennesimo rinfaccio dei suoi sul suo troppo consumismo, sul fatto che dovrebbe ancora ringraziare di avere un lavoro che la mantiene pazienza se le fa schifo e non ci si trova bene, pensasse allo stipendio.
Ma se a 25 anni Ojamajo questo stupendo mirabolante stipendio Ojamajo non può usarlo per uscire, andare al cinema, andare in vacanza, comprarsi qualche vestito o realizzare il piccolo sfizio di comprarsi un Iphone cosa c'è di bello nella vita? E che non le si venga a dire ma hai una casa perchè questa casa più che un piacere è l'ennesimo strato di sbarre su una vita le cui scelte non sono mai state pilotate dalla proprietaria ma dalle assurde idee inculcatele in testa da due persone aride che quando guardano la propria figlia non possono fare a meno di mostrare lo schifo e il disgusto per l'unica scelta per cui ha lottato, la sua vita con Cannie, incolpando quest'ultima per la sua infelicità.

martedì 29 marzo 2011

E’ come perdere un secondo al giro e non capire se il problema sia
che gli altri sono fenomeni o invece è semplicemente colpa tua
Che non sai correre
Che non sai vivere
Che non sai scegliere
Che non sai combattare
Dovresti essere almeno felice ed entusiasta di quest’epoca
noi eravamo contenti con niente quando avevamo la tua età
Tu non sai correre
Tu non sai vivere
Tu non sai scegliere
Tu non sia combattere
Credi a chi c’è già stato
Credi a chi c’è passato
Credi non si è mai finito
di cadere e di rialzarsi in piedi
Non si è mai grandi abbastanza nella vita
Credi…
Eppure tutti ti dicono che non puoi avere niente che non va
che è solo la tua pigrizia e la tua mancanza di forza di volontà
Che non vuoi correre
Che non vuoi vivere
Che non vuoi scegliere
Che non vuoi combattere
Credi…
Poi un giorno ti rendi conto che esisti e che non c’è nessuno uguale a te
e il latte versato non è sprecato ed il peccato è solo piangerne
(Grazie a lucafly90 per questo testo)
E’ come perdere un secondo al giro e non capire se il problema sia
che gli altri sono fenomeni o invece è semplicemente colpa tua
Che non sai correre
Che non sai vivere
Che non sai scegliere
Che non sai combattare
Dovresti essere almeno felice ed entusiasta di quest’epoca
noi eravamo contenti con niente quando avevamo la tua età
Tu non sai correre
Tu non sai vivere
Tu non sai scegliere
Tu non sia combattere
Credi a chi c’è già stato
Credi a chi c’è passato
Credi non si è mai finito
di cadere e di rialzarsi in piedi
Non si è mai grandi abbastanza nella vita
Credi…
Eppure tutti ti dicono che non puoi avere niente che non va
che è solo la tua pigrizia e la tua mancanza di forza di volontà
Che non vuoi correre
Che non vuoi vivere
Che non vuoi scegliere
Che non vuoi combattere
Credi…
Poi un giorno ti rendi conto che esisti e che non c’è nessuno uguale a te
e il latte versato non è sprecato ed il peccato è solo piangerne

Credi - Max Pezzali- Terraferma 2011